Addio ai compagni di uscite

martin_galante

Nel Gruppetto
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cletta
Come mi e' gia' capitato di scrivere sul forum, negli ultimi anni ho vissuto a Mosca, e potrete immaginare la tensione e le incertezze del momento. Sto per rientrare in Italia, sperando di trovare un lavoro avendo passato i quaranta. In verita' ho gia' avuto qualche offerta, ma e' davvero complicato spostarsi cosi', senza preavviso e quando ci sono persone in condizioni comunque peggiori, cercando in piu' di far quadrare il tutto con le necessita' della famiglia. Comunque oggi ho incontrato, forse per l'ultima volta, i miei compagni di uscite con cui ho passato tanti momenti indimenticabili negli ultimi anni. E' difficile descrivere il legame che si prova con certe persone, ma e' facile capire quanto sia importante quando esso si perde di colpo, in maniera inattesa. In verita' in Italia ho diversi amici molto prossimi, ma non sono ciclisti, e pertanto volevo condivedere qui la nostalgia di questo momento, perche' immagino che diversi di voi abbiano un rapporto simile coi propri compagni di uscite. Questo e' il messaggio (tradotto) che gli ho scritto oggi dopo l'ultimo incontro.

Ragazzi!
Sto per partire, e non so se e quando potro' rientrare. Non e' mia abitudine scrivere messaggi di questo tipo, ma il futuro sembra cosi' nuvoloso ed imprevedibile al momento, che voglio fissare le poche cose di cui sono ancora certo. Con voi ho trascorso del tempo ricco, e ricordero' per sempre le scorrazzate lungo il fiume Oka, il freddo implacabile che non ti fa stare in sella quando attraversavamo a marzo il parco Zavidovo, e la tundra sconfinata che abbiamo ammirato insieme dalle colline a est di Nizhny. Non dimentichero' mai quanto sia facile staccare Alexey in salita, e quanto basti poco per convincere Pasha a fare una pausa, e certo nessuno di noi dimentichera' quanto forte russi Renat di notte. Ma c'e' una sola parola per le persone con cui ho condiviso i pericoli della strada, la fatica dei kilometri ed il poco cibo rimasto alla sera per placare la fame... ed e' "amici". E' stato un onore pedalare con ciascuno di voi, e sempre vi offriro' la mia ruota.
 

bastianella31

Capoufficio pacchi
14 Giugno 2010
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Corratec CCT EVO Ultegra
Come mi e' gia' capitato di scrivere sul forum, negli ultimi anni ho vissuto a Mosca, e potrete immaginare la tensione e le incertezze del momento. Sto per rientrare in Italia, sperando di trovare un lavoro avendo passato i quaranta. In verita' ho gia' avuto qualche offerta, ma e' davvero complicato spostarsi cosi', senza preavviso e quando ci sono persone in condizioni comunque peggiori, cercando in piu' di far quadrare il tutto con le necessita' della famiglia. Comunque oggi ho incontrato, forse per l'ultima volta, i miei compagni di uscite con cui ho passato tanti momenti indimenticabili negli ultimi anni. E' difficile descrivere il legame che si prova con certe persone, ma e' facile capire quanto sia importante quando esso si perde di colpo, in maniera inattesa. In verita' in Italia ho diversi amici molto prossimi, ma non sono ciclisti, e pertanto volevo condivedere qui la nostalgia di questo momento, perche' immagino che diversi di voi abbiano un rapporto simile coi propri compagni di uscite. Questo e' il messaggio (tradotto) che gli ho scritto oggi dopo l'ultimo incontro.

Ragazzi!
Sto per partire, e non so se e quando potro' rientrare. Non e' mia abitudine scrivere messaggi di questo tipo, ma il futuro sembra cosi' nuvoloso ed imprevedibile al momento, che voglio fissare le poche cose di cui sono ancora certo. Con voi ho trascorso del tempo ricco, e ricordero' per sempre le scorrazzate lungo il fiume Oka, il freddo implacabile che non ti fa stare in sella quando attraversavamo a marzo il parco Zavidovo, e la tundra sconfinata che abbiamo ammirato insieme dalle colline a est di Nizhny. Non dimentichero' mai quanto sia facile staccare Alexey in salita, e quanto basti poco per convincere Pasha a fare una pausa, e certo nessuno di noi dimentichera' quanto forte russi Renat di notte. Ma c'e' una sola parola per le persone con cui ho condiviso i pericoli della strada, la fatica dei kilometri ed il poco cibo rimasto alla sera per placare la fame... ed e' "amici". E' stato un onore pedalare con ciascuno di voi, e sempre vi offriro' la mia ruota.
Essendo uno che (molto ma molto piü in piccolo) ha fatto quello che hai fatto tu, riesco a capire il tuo sentimento. Io l´ho provato al contrario perö, mi mancano spesso gli amici che ho lasciato a Muggia, mentre qua di compagni ne ho avuti davvero pochi perche´ ho scelto di pedalare (se poi mai riprenderö) da solo.
Se non erro, ci avevi raccontato tu una super avventura ciclistica intrisa di freddo, fatica e, soprattutto, amicizia...
Sei uno degli utenti che leggo piü volentieri, per competenza e simpatia, assieme a Toni77, Yagone e Robeambro (per esempio e mi scuso con chi non e´ stato citato), siamo il gruppo "Auswanderer".

Io ti auguro il meglio per tutto, per la tua nuova-vecchia vita, che tu possa trovare ottimi compagni di uscita-vita, e che magari un giorno tu riesca di nuovo a pedalare coi tuoi vecchi amici...
 

samuelgol

Flughafenwächter
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Come mi e' gia' capitato di scrivere sul forum, negli ultimi anni ho vissuto a Mosca, e potrete immaginare la tensione e le incertezze del momento. Sto per rientrare in Italia, sperando di trovare un lavoro avendo passato i quaranta. In verita' ho gia' avuto qualche offerta, ma e' davvero complicato spostarsi cosi', senza preavviso e quando ci sono persone in condizioni comunque peggiori, cercando in piu' di far quadrare il tutto con le necessita' della famiglia. Comunque oggi ho incontrato, forse per l'ultima volta, i miei compagni di uscite con cui ho passato tanti momenti indimenticabili negli ultimi anni. E' difficile descrivere il legame che si prova con certe persone, ma e' facile capire quanto sia importante quando esso si perde di colpo, in maniera inattesa. In verita' in Italia ho diversi amici molto prossimi, ma non sono ciclisti, e pertanto volevo condivedere qui la nostalgia di questo momento, perche' immagino che diversi di voi abbiano un rapporto simile coi propri compagni di uscite. Questo e' il messaggio (tradotto) che gli ho scritto oggi dopo l'ultimo incontro.

Ragazzi!
Sto per partire, e non so se e quando potro' rientrare. Non e' mia abitudine scrivere messaggi di questo tipo, ma il futuro sembra cosi' nuvoloso ed imprevedibile al momento, che voglio fissare le poche cose di cui sono ancora certo. Con voi ho trascorso del tempo ricco, e ricordero' per sempre le scorrazzate lungo il fiume Oka, il freddo implacabile che non ti fa stare in sella quando attraversavamo a marzo il parco Zavidovo, e la tundra sconfinata che abbiamo ammirato insieme dalle colline a est di Nizhny. Non dimentichero' mai quanto sia facile staccare Alexey in salita, e quanto basti poco per convincere Pasha a fare una pausa, e certo nessuno di noi dimentichera' quanto forte russi Renat di notte. Ma c'e' una sola parola per le persone con cui ho condiviso i pericoli della strada, la fatica dei kilometri ed il poco cibo rimasto alla sera per placare la fame... ed e' "amici". E' stato un onore pedalare con ciascuno di voi, e sempre vi offriro' la mia ruota.
Ho vissuto la tua stessa esperienza circa 4 anni fa allorchè, per mia scelta, mi sono trasferito da Roma a Bolzano. Ho dovuto ricominciare da zero e non è stato facile anche perchè dal punto di vista della facilità di socializzare (almeno in maniera superficiale) a Roma era molto più facile. Ho salutato i compagni di tantissime pedalate e centinaia di gare e, anche se li rivedo 2/3 volte l'anno, quando torno a Roma, ho comunque dovuto rifarmi una vita ciclistica. Tu fai un pò un percorso inverso, per clima e socialità (poi dipende un pò dove vai) in Italia dovresti guadagnarci e farai presto nuove conoscenze che, se non ti faranno dimenticare i tuoi amici russi, faranno però in modo che il loro ricordo sia piacevole e non fonte di tristezza. In bocca al lupo per la nuova avventura.
 

yagone64

Velocista
29 Settembre 2015
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Elblag (Polonia)
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Cervelo' R3 gruppo Ultegra 6800 , BMC Roadmachine 02 Dura Ace Di2, Carbonda CFR696 Ultegra 6800
Come mi e' gia' capitato di scrivere sul forum, negli ultimi anni ho vissuto a Mosca, e potrete immaginare la tensione e le incertezze del momento. Sto per rientrare in Italia, sperando di trovare un lavoro avendo passato i quaranta. In verita' ho gia' avuto qualche offerta, ma e' davvero complicato spostarsi cosi', senza preavviso e quando ci sono persone in condizioni comunque peggiori, cercando in piu' di far quadrare il tutto con le necessita' della famiglia. Comunque oggi ho incontrato, forse per l'ultima volta, i miei compagni di uscite con cui ho passato tanti momenti indimenticabili negli ultimi anni. E' difficile descrivere il legame che si prova con certe persone, ma e' facile capire quanto sia importante quando esso si perde di colpo, in maniera inattesa. In verita' in Italia ho diversi amici molto prossimi, ma non sono ciclisti, e pertanto volevo condivedere qui la nostalgia di questo momento, perche' immagino che diversi di voi abbiano un rapporto simile coi propri compagni di uscite. Questo e' il messaggio (tradotto) che gli ho scritto oggi dopo l'ultimo incontro.

Ragazzi!
Sto per partire, e non so se e quando potro' rientrare. Non e' mia abitudine scrivere messaggi di questo tipo, ma il futuro sembra cosi' nuvoloso ed imprevedibile al momento, che voglio fissare le poche cose di cui sono ancora certo. Con voi ho trascorso del tempo ricco, e ricordero' per sempre le scorrazzate lungo il fiume Oka, il freddo implacabile che non ti fa stare in sella quando attraversavamo a marzo il parco Zavidovo, e la tundra sconfinata che abbiamo ammirato insieme dalle colline a est di Nizhny. Non dimentichero' mai quanto sia facile staccare Alexey in salita, e quanto basti poco per convincere Pasha a fare una pausa, e certo nessuno di noi dimentichera' quanto forte russi Renat di notte. Ma c'e' una sola parola per le persone con cui ho condiviso i pericoli della strada, la fatica dei kilometri ed il poco cibo rimasto alla sera per placare la fame... ed e' "amici". E' stato un onore pedalare con ciascuno di voi, e sempre vi offriro' la mia ruota.
Non posso che farti un grosso in bocca al lupo, capisco molto bene le difficoltà di ripartire in una nuova realtà, specialmente se si ha famiglia e figli :friends:
 

Cyboraf

Scalatore
11 Giugno 2012
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Torino
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Wilier SLR 0 su Ultegra Elettrico - Vetta Acciao su Campy
pedalare con ciascuno di voi, e sempre vi offriro' la mia ruota.
Come mi e' gia' capitato di scrivere sul forum, negli ultimi anni ho vissuto a Mosca, e potrete immaginare la tensione e le incertezze del momento. Sto per rientrare in Italia, sperando di trovare un lavoro avendo passato i quaranta. In verita' ho gia' avuto qualche offerta, ma e' davvero complicato spostarsi cosi', senza preavviso e quando ci sono persone in condizioni comunque peggiori, cercando in piu' di far quadrare il tutto con le necessita' della famiglia. Comunque oggi ho incontrato, forse per l'ultima volta, i miei compagni di uscite con cui ho passato tanti momenti indimenticabili negli ultimi anni. E' difficile descrivere il legame che si prova con certe persone, ma e' facile capire quanto sia importante quando esso si perde di colpo, in maniera inattesa. In verita' in Italia ho diversi amici molto prossimi, ma non sono ciclisti, e pertanto volevo condivedere qui la nostalgia di questo momento, perche' immagino che diversi di voi abbiano un rapporto simile coi propri compagni di uscite. Questo e' il messaggio (tradotto) che gli ho scritto oggi dopo l'ultimo incontro.

Ragazzi!
Sto per partire, e non so se e quando potro' rientrare. Non e' mia abitudine scrivere messaggi di questo tipo, ma il futuro sembra cosi' nuvoloso ed imprevedibile al momento, che voglio fissare le poche cose di cui sono ancora certo. Con voi ho trascorso del tempo ricco, e ricordero' per sempre le scorrazzate lungo il fiume Oka, il freddo implacabile che non ti fa stare in sella quando attraversavamo a marzo il parco Zavidovo, e la tundra sconfinata che abbiamo ammirato insieme dalle colline a est di Nizhny. Non dimentichero' mai quanto sia facile staccare Alexey in salita, e quanto basti poco per convincere Pasha a fare una pausa, e certo nessuno di noi dimentichera' quanto forte russi Renat di notte. Ma c'e' una sola parola per le persone con cui ho condiviso i pericoli della strada, la fatica dei kilometri ed il poco cibo rimasto alla sera per placare la fame... ed e' "amici". E' stato un onore pedalare con ciascuno di voi, e sempre vi offriro' la mia ruota.
bello ,
permettimi di bnlizzare un po' la cosa.. ma come si fa a pedalare in Russia a che temperature si va?
 

golias

Factotum :-)
28 Marzo 2018
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mia
Come mi e' gia' capitato di scrivere sul forum, negli ultimi anni ho vissuto a Mosca, e potrete immaginare la tensione e le incertezze del momento. Sto per rientrare in Italia, sperando di trovare un lavoro avendo passato i quaranta.
Spiace leggere di queste cose che sono il frutto di scelte altrui e ricadono su di noi come spesso accade aimeh.
Ma per mia curiosità.. come mai rientri ?
 
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martin_galante

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Io ti auguro il meglio per tutto, per la tua nuova-vecchia vita, che tu possa trovare ottimi compagni di uscita-vita, e che magari un giorno tu riesca di nuovo a pedalare coi tuoi vecchi amici...
Grazie mille di tutto... si certo mi ricordo della tua nuova (mica tanto) vita in Germania, in bocca al lupo pure a te


Ho vissuto la tua stessa esperienza circa 4 anni fa allorchè, per mia scelta, mi sono trasferito da Roma a Bolzano. Ho dovuto ricominciare da zero e non è stato facile anche perchè dal punto di vista della facilità di socializzare (almeno in maniera superficiale) a Roma era molto più facile. Ho salutato i compagni di tantissime pedalate e centinaia di gare e, anche se li rivedo 2/3 volte l'anno, quando torno a Roma, ho comunque dovuto rifarmi una vita ciclistica. Tu fai un pò un percorso inverso, per clima e socialità (poi dipende un pò dove vai) in Italia dovresti guadagnarci e farai presto nuove conoscenze che, se non ti faranno dimenticare i tuoi amici russi, faranno però in modo che il loro ricordo sia piacevole e non fonte di tristezza. In bocca al lupo per la nuova avventura.
Grazie!


Non posso che farti un grosso in bocca al lupo, capisco molto bene le difficoltà di ripartire in una nuova realtà, specialmente se si ha famiglia e figli :friends:
Si infatti, coi figli diventa tutto piu' complicato. Anche specie per dare continuita' all'educazione scolastica ed alle altre attiivita'.

bello ,
permettimi di bnlizzare un po' la cosa.. ma come si fa a pedalare in Russia a che temperature si va?
I primi anni ero molto fomentato, andavo su ghiaccio e neve. Sono uscito pure con -30 (per poco). Poi col tempo gli anni e gli inverni pesano di piu', e soprattutto sono arrivati i rulli interattivi con zwift. Le stagioni sono estremamente differenziate in Russia, quindi in autunno, primavera ed estate si pedala ma con paesaggi e condizioni meteo molto diverse.

Spiace leggere di queste cose che sono il frutto di scelte altrui e ricadono su di noi come spesso accade aimeh.
Ma per mia curiosità.. come mai rientri ?
Ti rispondo varcato il confine!
 

samuelgol

Flughafenwächter
24 Settembre 2007
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Canyon Ultimate SLX. Nome: Andrea
Grazie mille di tutto... si certo mi ricordo della tua nuova (mica tanto) vita in Germania, in bocca al lupo pure a te



Grazie!



Si infatti, coi figli diventa tutto piu' complicato. Anche specie per dare continuita' all'educazione scolastica ed alle altre attiivita'.


I primi anni ero molto fomentato, andavo su ghiaccio e neve. Sono uscito pure con -30 (per poco). Poi col tempo gli anni e gli inverni pesano di piu', e soprattutto sono arrivati i rulli interattivi con zwift. Le stagioni sono estremamente differenziate in Russia, quindi in autunno, primavera ed estate si pedala ma con paesaggi e condizioni meteo molto diverse.


Ti rispondo varcato il confine!
Dove ti stabilirai qui in Italia? In Alto Adige lavoro ce ne è quanto ne vuoi, soprattutto se conosci anche il tedesco, hai solo da scegliere, inclusi posti a tempo indeterminato.
Un Esempio: https://www.altoadige.it/cronaca/bo...ti-ma-è-difficile-trovare-candidati-1.3164556
Sintomatico il passaggio in cui l'assessore al personale dichiara:
"""La cosa che, vista dall’esterno, può apparire strana, è che neppure il posto pubblico - “sicuro” per definizione e con una serie di agevolazioni che il settore privato neppure si sogna - faccia gola. «In Alto Adige - ricorda Gennaccaro - c’è un’offerta di lavoro di gran lunga superiore alla domanda."""
 

danieletesta79

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Come mi e' gia' capitato di scrivere sul forum, negli ultimi anni ho vissuto a Mosca, e potrete immaginare la tensione e le incertezze del momento. Sto per rientrare in Italia, sperando di trovare un lavoro avendo passato i quaranta. In verita' ho gia' avuto qualche offerta, ma e' davvero complicato spostarsi cosi', senza preavviso e quando ci sono persone in condizioni comunque peggiori, cercando in piu' di far quadrare il tutto con le necessita' della famiglia. Comunque oggi ho incontrato, forse per l'ultima volta, i miei compagni di uscite con cui ho passato tanti momenti indimenticabili negli ultimi anni. E' difficile descrivere il legame che si prova con certe persone, ma e' facile capire quanto sia importante quando esso si perde di colpo, in maniera inattesa. In verita' in Italia ho diversi amici molto prossimi, ma non sono ciclisti, e pertanto volevo condivedere qui la nostalgia di questo momento, perche' immagino che diversi di voi abbiano un rapporto simile coi propri compagni di uscite. Questo e' il messaggio (tradotto) che gli ho scritto oggi dopo l'ultimo incontro.

Ragazzi!
Sto per partire, e non so se e quando potro' rientrare. Non e' mia abitudine scrivere messaggi di questo tipo, ma il futuro sembra cosi' nuvoloso ed imprevedibile al momento, che voglio fissare le poche cose di cui sono ancora certo. Con voi ho trascorso del tempo ricco, e ricordero' per sempre le scorrazzate lungo il fiume Oka, il freddo implacabile che non ti fa stare in sella quando attraversavamo a marzo il parco Zavidovo, e la tundra sconfinata che abbiamo ammirato insieme dalle colline a est di Nizhny. Non dimentichero' mai quanto sia facile staccare Alexey in salita, e quanto basti poco per convincere Pasha a fare una pausa, e certo nessuno di noi dimentichera' quanto forte russi Renat di notte. Ma c'e' una sola parola per le persone con cui ho condiviso i pericoli della strada, la fatica dei kilometri ed il poco cibo rimasto alla sera per placare la fame... ed e' "amici". E' stato un onore pedalare con ciascuno di voi, e sempre vi offriro' la mia ruota.


Da che parte andrai dell'Italia? Se sei in zona Lazio nord o Toscana sud, sei nelle zone dove vivo (praticamente al confine); lo scorso anno ho lasciato Firenze dopo 17 anni, è a 2 ore da qui ma gli amici ciclisti non posso frequentarli ogni week-end come ho fatto negli ultimi 12 anni.
In bocca al lupo per tutto
 
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martin_galante

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24 Ottobre 2017
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Dove ti stabilirai qui in Italia? In Alto Adige lavoro ce ne è quanto ne vuoi, soprattutto se conosci anche il tedesco, hai solo da scegliere, inclusi posti a tempo indeterminato.
Un Esempio: https://www.altoadige.it/cronaca/bolzano/vigili-urbani-bando-per-11-posti-ma-è-difficile-trovare-candidati-1.3164556
Sintomatico il passaggio in cui l'assessore al personale dichiara:
"""La cosa che, vista dall’esterno, può apparire strana, è che neppure il posto pubblico - “sicuro” per definizione e con una serie di agevolazioni che il settore privato neppure si sogna - faccia gola. «In Alto Adige - ricorda Gennaccaro - c’è un’offerta di lavoro di gran lunga superiore alla domanda."""

Magari per una volta il forum può servire per qualcosa di serio.
Se indichi la zona e le tue aspettative si può provare ad aiutarti, sempre che tu lo voglia.
Comunque ben tornato in Italia.

Grazie a tutti per le vostre risposte. Penso di avere una professionalita' abbastanza specifica, di lavoro pubblico articoli scientifici principalmente e faccio consulenze di natura molto tecnica, cerco un posto in un istituto di ricerca, possibilmente che abbia interazioni con l'industria IT etc. idem mia moglie. Non e' facile trovare un posto, abbiamo tanti vincoli. Vi ringrazio molto, ma non sono sicuro di poter trovare tramite il forum. Comunque e' vero che l'Alto Adige ha molti fondi anche nel mio settore, in particolare ci sono dei programmi della provincia per migliorare il tessuto scientifico e tecnologico della zona.

Comunque, se financo persone che usano freni rim e dischi, riescono ad essere collaborativi e cordiali nello stesso thread, questo ci fa sperare che c'e' ancora posto per la pace nel mondo :)
 

samuelgol

Flughafenwächter
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Canyon Ultimate SLX. Nome: Andrea
Grazie a tutti per le vostre risposte. Penso di avere una professionalita' abbastanza specifica, di lavoro pubblico articoli scientifici principalmente e faccio consulenze di natura molto tecnica, cerco un posto in un istituto di ricerca, possibilmente che abbia interazioni con l'industria IT etc. idem mia moglie. Non e' facile trovare un posto, abbiamo tanti vincoli. Vi ringrazio molto, ma non sono sicuro di poter trovare tramite il forum. Comunque e' vero che l'Alto Adige ha molti fondi anche nel mio settore, in particolare ci sono dei programmi della provincia per migliorare il tessuto scientifico e tecnologico della zona.

Comunque, se financo persone che usano freni rim e dischi, riescono ad essere collaborativi e cordiali nello stesso thread, questo ci fa sperare che c'e' ancora posto per la pace nel mondo :)
Sì, però l'Alto Adige è zona disc :clown:
 

martin_galante

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Da che parte andrai dell'Italia? Se sei in zona Lazio nord o Toscana sud, sei nelle zone dove vivo (praticamente al confine); lo scorso anno ho lasciato Firenze dopo 17 anni, è a 2 ore da qui ma gli amici ciclisti non posso frequentarli ogni week-end come ho fatto negli ultimi 12 anni.
In bocca al lupo per tutto
Grazie, penso che andrei ovunque. In Toscana mi era stato offerto un posto, che ho rifiutato, ad inizio anno. Non credo che abbiano ancora possibilita' di assumermi, ma non e' neanche impossibile. Altrimenti provero' su Roma, Padova, ed un paio di posti all'estero. Purtroppo col passaporto dei genitori di mia moglie, gli Stati Uniti non sono possibili.

Per altro i soldi che non sono finiti nel crack della banca dove mi pagavano, sono congelati e non posso trasferirli in Italia o altrove. Vi dico solo che li conto in 'bici top di gamma' cosi' sembrano molti meno. "Ehi, oggi ho perso dei soldi, ma in fondo sono giusto dieci Pinarello Dogma. Speriamo che domani vada meglio". Comunque io sono cresciuto con molto poco, ho praticamente sempre lavorato da dipendente, non ho niente da nascondere alla finanza russa o italiana, fare qualche mese o anno senza ruote di carbonio non mi spaventa.
 
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peppe59

Maglia Iridata
6 Luglio 2011
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Moser (acciaio); Bianchi (acciaio)
Grazie, penso che andrei ovunque. In Toscana mi era stato offerto un posto, che ho rifiutato, ad inizio anno. Non credo che abbiano ancora possibilita' di assumermi, ma non e' neanche impossibile. Altrimenti provero' su Roma, Padova, ed un paio di posti all'estero. Purtroppo col passaporto dei genitori di mia moglie, gli Stati Uniti non sono possibili.

Per altro i soldi che non sono finiti nel crack della banca dove mi pagavano, sono congelati e non posso trasferirli in Italia o altrove. Vi dico solo che li conto in 'bici top di gamma' cosi' sembrano molti meno. "Ehi, oggi ho perso dei soldi, ma in fondo sono giusto dieci Pinarello Dogma. Speriamo che domani vada meglio". Comunque io sono cresciuto con molto poco, ho praticamente sempre lavorato da dipendente, non ho niente da nascondere alla finanza russa o italiana, fare qualche mese o anno senza ruote di carbonio non mi spaventa.
beh, da quello che dici mi sembra più facile trovare lavoro su Milano o Torino. Comunque adesso si tratta di arrivare, superare la botta e guardarsi intorno ! E scoprire che i russi sono molto più socievoli degli italiani
 
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scamorza

Apprendista Scalatore
4 Marzo 2006
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Ciao.
Mi dispiace per quanto accade, che in realtà coinvolge, seppur in misura al momento decisamente minore anche noi tutti.
Ma ritieni che non possa risolversi la cosa in Russia?
Lo escludi anche una volta terminata la "operazione speciale"?
 

martin_galante

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Ciao.
Mi dispiace per quanto accade, che in realtà coinvolge, seppur in misura al momento decisamente minore anche noi tutti.
Ma ritieni che non possa risolversi la cosa in Russia?
Lo escludi anche una volta terminata la "operazione speciale"?
Ciao, su questi argomenti ti do volentieri il mio punto di vista personale tra qualche giorno. Non che io sia un martire dell'opposizione o chissa' quale asset strategico per la madre Russia. Pero' di sicuro conosco diverse persone che hanno avuto problemi, ed il mio computer e telefono sono stati violati di recente. Niente di preoccupante, ma possibile che all'aereoporto ci sia uno screening accurato, inclusa presenza su social e forum (che nel mio caso si riduce al solo bdcmag). Niente di pericoloso, solo che magari mi fanno perdere il volo per una frase di troppo.
 

martin_galante

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cletta
Spiace leggere di queste cose che sono il frutto di scelte altrui e ricadono su di noi come spesso accade aimeh.
Ma per mia curiosità.. come mai rientri ?
Ciao
io svolgo un lavoro specializzato, ricerca scientifica, consulenze e formazione. In Russia sono andato con la mia famiglia, ma lavorativamente il mio obbiettivo era quello di partecipare alla ricostruzione di una tradizione scientifica di alto livello che era scomparsa con la fuga degli scienziati russi trent'anni fa. Anche se negli ultimi anni ho pubblicato molto peggio di quel che potevo fare, credo di aver svolto un buon lavoro a livello di integrazione nella comunita' scientifica internazionale e di formazione di nuovi talenti. A Mosca avevo la possibilita' di lavorare con i migliori giovani del paese, dottorandi o anche studenti piu' giovani che sono molto competitivi. La Russia sanguina talenti ancor peggio dell'Italia, ai tavoli della silicon valley a pranzo si parla russo. All'inizio della guerra, sono stati immediatamente cancellate praticamente tutte le iniziative di collaborazione con gli istituti russi, anche piccole conferenze etc, distruggendo anni di lavoro miei e di tanti altri. I talenti che abbiamo cresciuto sono in molti casi partiti immediatamente, e sebbene io abbia sempre incoraggiato i giovani ad andare fuori, in questo caso e' per non tornare/collaborare mai piu'. In questo contesto ho firmato una lettera pubblica, apparsa sui principali canali di opposizione e sui siti di varie istituzioni occidentali, in cui si attaccava duramente la scelta del governo dicendo appunto quanto brevemente espresso. Pensavo che sarei stato licenziato al momento, invece no, la repressione e' stata per ora piuttosto moderata. Molte firme della lettera erano ben piu' prestigiose della mia, quindi penso che il mio nome si notasse poco. Comunque le prospettive di lavoro mio e di mia moglie, e di opportunita' dei miei figli sono cambiate drasticamente in pochi giorni. Quindi sono partito, perche'
- era un viaggio gia' previsto
- e' un buon momento per vedere la situazione 'da fuori' e cercare lavoro.
- i miei amici e conoscenti in Russia di certo non sono persone allineate al potere, e molti sono partiti. Idem i colleghi piu' brillanti che ho, o sono partiti o sono pronti a farlo.
- sia io che mia moglie perderemo il lavoro o peggio, in caso inizi una repressione piu' dura.
- il mio datore di lavoro vuole assolutamente trattenermi, mi anche offerto un aumento. quindi se la situazione dovesse cambiare e dovessi decidere di rientrare, penso che ne avrei comunque l'opportunita'.
-Al tempo stesso, dovesse esserci un cambiamento rapido, la situazione diventerebbe davvero instabile e pericolosa a Mosca, e preferisco non esserci.

Ciao.
Mi dispiace per quanto accade, che in realtà coinvolge, seppur in misura al momento decisamente minore anche noi tutti.
Ma ritieni che non possa risolversi la cosa in Russia?
Lo escludi anche una volta terminata la "operazione speciale"?
Mi dispiace molto che la Russia sia accusata per tutto quello che sta accadendo. E' vero che molti russi non partecipano alla vita politica, io stesso pur non avendo mai nascosto le mie simpatie, non ho mai agito in prima persona contro il potere perche' in quanto straniero non lo sento ne' un mio diretto ne' un dovere. Ma l'idea del dovere di partecipazione e' qualcosa di molto raro, di relativamente presente nella cultura europea ed in particolare francese da qualche secolo. Non è la regola.

Quindi potenzialmente in Russia se dovesse esserci un cambiamento, la gente comune lo accetterà, come accetta la situazione attuale. Ma il tempo di un cambiamento 'dal basso' è passato, forse c'era uno spiraglio i primi giorni della guerra, quando la repressione era poco più stretta del solito, e tutti erano sotto shock. Poi, quando il corpo delle forze che in genere si occupa delle manifestazioni è partito in Ucraina, la musica è cambiata. Per paura di non riuscire a gestire, hanno inasprito le pene e riempito il centro di poliziotti. Manifestare anche illegalmente vuol dire farsi arrestare in pochi secondi.

Ormai la partita si gioca 'ai piani alti. Gli stessi che hanno depredato il paese per decenni, che lo hanno privato delle sue ricchezze e della sua gioventù, che lo hanno portato in questo stato, sono gli stessi che ora potrebbero imporre un cambiamento. Difficile trovarci della speranza.

Poi certo, credo che la realtà della guerra sia molto più complessa di quel che si legge sui giornali europei (o russi), credo che Putin in qualche senso sarebbe disposto pure al sacrificio personale per riparare alla situazione (ammesso che questo non riguardi la sua famiglia), e penso che in teoria la Russia ha tutte le risorse per pagare l'indennità di guerra e ricominciare con un'immagine diversa. Ma è molto difficile immaginare che un cambio in questo senso avvenga, di certo non pacificamente.

Io spero solo che la guerra finisca presto e che in Russia ci sia una transizione pacifica. Perché non siamo in Norvegia e Danimarca. Siamo in un paese in cui la storia dei diritti umani è giovanissima, e gli esempi di morti a milioni purtroppo non mancano. Non dico che accadrà una catastrofe, probabilmente non accadrà niente. Ma questo rischio seppure piccolo, c'è e fa paura.
 

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