Parliamo di sport professionistico, quindi per loro è lavoro.
Comunque vedo che si fa una gran confusione tra ingaggi e premi: nessuno mette in discussione il fatto che la retribuzione delle cicliste sia, per le regioni dette, inferiore a quelle dei maschi, così come nessuno mette in dubbio che l'ingaggio di Kopecky e Vollering debba essere superiore a quello di Eleonora Gasparrini o Arianna Fidanza (tanto per fare due nomi a caso rimanendo in ambito femminile).
Però qui stiamo parlando di premi, che sono un'altra cosa, e il cui importo complessivo (maschi e femmine) immagino sia una frazione piuttosto piccola del budget della manifestazione.
Oltre che una frazione molto piccola dell'ingaggio di un ciclista top... e infatti, tradizionalmente i premi vengono divisi con tutta la squadra.
Non capisco perché adottare anche per i premi la stessa logica economicistica che già sta sotto a quella degli ingaggi: a parità di monte premi complessivo, una suddivisione equa (come peraltro mi pare faccia già da anni Flanders Classics) non avrebbe certo cambiato la decisione di Pogacar o van der Poel di partecipare, dato che per loro queste sono cifre di cui manco si accorgono.
La differenza tra le diverse situazioni la fanno gli ingaggi; i premi, per me, sarebbe una bella cosa se fossero uguali. Parere mio, s'intende.
E senza scomodare il mainstream, dato che mi sembra che oggi il pensiero dominante vada nella direzione opposta, di giustificare la legge del più forte (economicamente, politicamente e militarmente).

ps: mi scuso per il ritardo con cui ho risposto, ma ero fuori a pedalare... 