Io sinceramente non penso che sia gestito male. Negli ultimi anni ha fatto grandi miglioramenti, spesso azzoppati da oggettiva sfiga, come ritiri dei big e meteo catastrofico.
Il grosso problema del Giro resta sempre quello di attirare corridori di richiamo. Aldilà della doppietta, anche corridori non da classifica storcono il naso a farsi i 2GT ravvicinati.
Una volta per ovviare puntavano pesantemente ai corridori casalinghi, ma l'effetto è stato quello di rendere la corsa provinciale, come lo era anche la Vuelta una volta. Quello si è il cammino sicuro per il declino.
Cambiare le date e spostarlo più avanti risolverebbe alcuni problemi logistici, ma probabilmente acuirebbe la questione dei big. Alcuni "secondi capitani" non avrebbero nemmeno il tempo di recuperare per poi fare da gregari al Tour. E cacciatori di tappe e sprinter idem, a meno che non si ritirino a metà dopo aver vinto qualcosa come spesso è accaduto.
La via attuale a me pare quella giusta tutto sommato: ottima pianificazione dei percorsi da un punto di vista paesaggistico, tappe all'estero ben pagate, e quando serve aprire il portafogli per avere il big di turno.
Meno d'accordo sul fare il percorso "a misura" del big di turno. Non ha mai pagato, ed infatti al Tour non lo fanno mai. Se poi va storto qualcosa diventa un papocchio. Vedi ad es. proprio quest'anno con la star che si ritira.
E' difficile (se non impossibile) programmare le dinamiche di corsa: mettere la salita prima o dopo, la crono lunga o corta, dove e come...tutto poi dipende da come si mettono le cose, se uno ha problemi, quell'altro si ritira, il meteo, etc... e tutte le idee che uno si è fatto vanno a ramengo.
Meglio pensare ad un bel percorso da vendere in tv e basta.
Poi anche li con dei distinguo: tagliare il percorso per un MvdP, sapendo che si tratta di un paio di tappe e maglia, ancora ok. Tagliarlo su misura per il favorito no. Perché poi appunto va tutto in malora se succede qualcosa. In particolare con le crono, che oggi sono indigeste a quasi tutti i big.